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Allarme smog in Italia. Numerose città hanno adottato le targhe alterne. La città di Frosinone, secondo un recente studio ambientale, è al primo posto nel Paese per la presenza di polveri sottili nel 2015. Le targhe alterne utilizzate dalle autorità locali per limitare l’inquinamento dell’aria, dovuto alla mancanza di pioggia, non sembra risolvere il problema. Un dato preoccupante che richiama alla nostra attenzione l’impegno per la difesa dell’ambiente sollecitato dal Papa nella Enciclica Laudato si' sulla cura della casa comune. Luca Collodi ne ha parlato con mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone:
R. – Devo dire che purtroppo siamo tristemente abituati, da anni, all’inquinamento perché questo è un territorio che si è sviluppato molto. Frosinone è una città non grande, non raggiunge i 50 mila abitanti, ma nell’hinterland sono 150 mila; è una zona di pianura, con ristagno di aria; c’è l’autostrada che passa accanto alla città; l’industrializzazione selvaggia della Cassa del Mezzogiorno ha contribuito non poco ad inquinare l’aria e ci sono 700 auto ogni mille abitanti. La città è cresciuta in modo spropositato, ma non c’è una rete stradale che permetta uno scorrimento veloce. Questo purtroppo è il guaio. Una situazione molto difficile, che provoca tante conseguenze, come le malattie cardiorespiratorie. Siamo molto preoccupati!

D. - Quello che avviene a Frosinone, la città più inquinata di Italia per le polveri sottili, è certamente responsabilità dell’uomo che non ha difeso il proprio territorio…

R. – Senza dubbio! Questa è una zona molto inquinata. E anche le acque sono molto inquinate… Pensi che nella provincia di Frosinone ci sono 121 discariche che dovevano essere bonificate: ad oggi ne sono state bonificate – credo – 7 forse 8. Questo, è un altro segnale che ci fa capire come viviamo in questa zona, attraversata dal fiume Sacco. Il fiume è talmente inquinato che non si può neanche coltivare la terra per un tot numero di ettari, da una parte e dall’altra, vicino al fiume. E’ una situazione molto drammatica! I comuni gli sforzi li fanno, si impegnano, ma lei capisce che c’è un problema di infrastrutture fatte male, un problema di trasporto pubblico scarso, di una viabilità totalmente al di fuori delle possibilità concrete perché le cose migliorino.

D. – Mons. Spreafico, la popolazione di Frosinone come reagisce?

R. – La popolazione di Frosinone mi sembra un po’ rassegnata, perché anche l’anno scorso non è stato migliore di questo. C’è una certa rassegnazione. Bisognerebbe fare un discorso un po’ complessivo sul territorio: un discorso sull’inquinamento atmosferico, ma anche sull’inquinamento dovuto alla industrializzazione, sull’inquinamento da trasporto pubblico. Qui ci sono molte ditte di trasporto su gomma, perché la ferrovia è tale che per andare a Roma sembra di prendere una tradotta militare… Mancano adeguate risposte dal punto di vista complessivo e fino quando non si prenderà in mano la situazione con una visione complessiva del problema, credo che non usciremo da questa situazione.

D.  – Frosinone potrebbe essere l’occasione concreta per attualizzare la Laudato si’ di Papa Francesco e  ripensare uno sviluppo ecosostenibile del territorio?

R. – Senza dubbio! Sono d’accordo con lei e credo che noi dobbiamo – come dice Papa Francesco – imparare nuovi stili di vita, cui forse talvolta è difficile adeguarsi. Noi abbiamo fatto – ad esempio – una cooperativa di agricoltura sociale per coltivare alcuni terreni che ci sono stati donati. Abbiamo in mente anche di utilizzare le nostre risorse boschive per una produzione di energia verde. Stiamo lavorando su questo. Credo che insieme, ognuno secondo le proprie responsabilità – io sono solo un vescovo e quindi non ho potere politico né amministrativo sulle nostre città – dovremmo creare sinergie per rispondere a questa emergenza, che purtroppo è continua: questo bisogna dirlo!

© Radio Vaticana 19 dicembre 2015
http://it.radiovaticana.va/news/2015/12/19/vescovo_frosinone_smog,_cambiare_stile_di_vita_/1195603